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Raw Paris Gangbang: Incontri hardcore con stalloni affamati in città
Pubblicato 08/07/2025
È successo qualche anno fa, in un'estate torrida a Parigi, in una zona malfamata del 18°. Ero a caccia di un cazzo grasso da succhiare, desideroso di un piano di sesso spinto e senza limiti. Mi contatta questo tizio, Karim, la cui foto del profilo mostra un torace scolpito e uno sguardo che grida guai. Va subito al sodo: "Ti va un piano stasera? Ho due amici, strafatti, e vogliamo fare un po' di sesso. Ti va bene una cosa di gruppo?". L'idea di una cosa a quattro mi fa inturgidire il cazzo. "Cazzo, sì, ci sto!". Rispondo, già duro al pensiero di essere sfondato.

Mi faccio una doccia veloce, mi rado il culo e mi metto un sospensorio nero e dei pantaloncini attillati che mostrano tutto. Arrivo a casa sua, un edificio vecchio e grintoso, con l'aria densa di asfalto bollente e l'odore di kebab del locale vicino. Citofono, con il cuore che batte all'impazzata e il cazzo mezzo duro. Apre la porta Karim, uno stallone di 30 anni, alto, cesellato sotto la canottiera, con un sorriso da predatore. Dietro di lui, due neri, costruiti come carri armati, anch'essi sulla trentina, che indossano jogger che non riescono a nascondere i loro cazzi massicci. "Entra, amico, fai come se fossi a casa tua", dice Karim, con la sua voce profonda che mi fa venire i brividi lungo la schiena.

Mi guardano su e giù, l'atmosfera è elettrica. "Sei pronto a divertirti?", chiede uno dei due, Malik, strofinandosi il rigonfiamento dei pantaloni. "Certo, sono qui per questo", rispondo sorridendo, già eccitato. Mi dicono di spogliarmi. Abbasso i pantaloncini e il sospensorio, il mio cazzo si erge alto sotto i loro sguardi. Tirano fuori i loro cazzi, tre mostri spessi e scintillanti pronti a entrare in azione. Mi inginocchio e mi immergo nell'odore muschiato del sudore e degli uomini. Comincio a succhiare Karim, il suo enorme cazzo mi riempie la bocca, mentre lui ringhia: "Succhialo bene, troia". Mi ci butto a capofitto, la mia lingua gli lavora la testa, mentre Malik mi schiaffeggia il culo, ridendo: "Questo culo implora di essere aperto!".

Malik prende del lubrificante e mi spalma il buco, le sue dita spesse scivolano dentro, facendomi gemere come una cagna. "Ti piace, vero?", mormora, e io annuisco, adorando la cosa. Fa scivolare il suo cazzo dentro di me e mi stantuffa in profondità, ogni spinta mi fa venire le scosse. Il terzo ragazzo, Sofiane, si sta masturbando, guardando, con il cazzo lucido in mano. Poi si alza, mi afferra i capelli e mi infila il cazzo in bocca. "Succhiamelo, amico, fammi sentire bene", grugnisce. Sto xxxando ma mi piace, succhio forte mentre Malik mi rovista il culo.

Si alternano, scambiandosi i buchi come se fosse un film porno. Karim mi scopa la bocca, mentre Sofiane mi martella il culo, le loro mani mi colpiscono le guance, il loro sudore mi cola addosso. "Sei una vera troia, eh?", dice Karim, e io gemo: "Sì, fottimi!", tra una spinta e l'altra. L'aria è densa, odora di sesso, il calore dell'appartamento rende tutto più folle. Verso la fine, il mio buco è così teso che Malik e Sofiane decidono di fare il doppio gioco. "Ti va bene?" Chiede Malik. "Cazzo, sì, strappami!" Dico, perdendo la testa. Scivolano dentro insieme, riempiendomi come mai prima, i loro cazzi sfregano dentro di me. Urlo, il piacere è pazzesco, e loro si muovono in sincronia, grugnendo come animali.

Si tirano fuori e mi riempiono la faccia, lo sperma caldo mi cola sulle guance e sulle labbra. Lecco quello che posso, amando il sapore salato. È tardi, tipo le 3 del mattino, così mi accascio lì, con il culo in fiamme. Arriva il mattino e mi sveglio con tre cazzi duri premuti contro di me. "Pronta per il secondo round, troia?". Karim ride. Io sorrido, già eccitata: "Fatevi sotto, ragazzi!".
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