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La notte selvaggia di Jean: Una gangbang con Moussa e altro ancora
Pubblicato 04/08/2025
Sono Jean e una notte sono stata colpita da un'insana voglia di farmi scopare da più arabi o neri e di succhiare cazzi spessi e succosi, assaggiando la loro sborra. All'una di notte sono uscita in tuta da ginnastica e maglietta attillata, senza biancheria intima, passeggiando per strade note per i ragazzi, facendo la parte della troia sul marciapiede. Di lì a poco si fermò una grossa BMW e un magrebino sulla sessantina mi chiese se volevo entrare. Ho risposto di sì. Ma prima mi pose le sue condizioni: "Spogliati, butta i vestiti nel bagagliaio e sali nudo accanto a me". Ero imbarazzato, terrorizzato dall'idea di essere visto, ma erano le due di notte, quindi ho accettato.
Dentro, si presentò come Moussa. Io dissi Jean e lui sorrise: "Ora sei la mia troia, ti chiamerò così". Tirò fuori il suo enorme cazzo di 26 cm, il doppio del mio, con una circonferenza di 6 cm, e mi disse di allargare le cosce. Mi accarezzò le palle e il cazzo. Poi, qualcuno si affacciò alla mia finestra: mi bloccai, mortificato. Moussa l'ha abbassata, chiacchierando in arabo. L'uomo si avvicinò, facendo scivolare grossolanamente una mano tra le mie gambe, stuzzicando il mio buco con un dito prima di infilarmelo in bocca. Continuarono a parlare e Moussa ordinò: "Succhia, troia!". Mi sono tuffata sul suo cazzo di fronte a questo sconosciuto, in preda all'eccitazione.
Moussa mescolava l'arabo - probabilmente insulti - con il francese, lodando il mio modo di succhiare ma spingendomi a fare di meglio, dicendo che sarei stata un'ottima troia e avvertendomi di ingoiare ogni goccia quando sarebbe venuto o me ne sarei pentita. Dopo dieci minuti di avido pompino, il suo cazzo si gonfiò ancora di più e io presi cinque o sei spruzzi densi in gola. Non c'era possibilità di tirarsi indietro, mi teneva ferma la testa. Mi fece pulire accuratamente il suo cazzo e mi piacque ogni secondo. "Sei una brava troia, sarai un'ottima troia per me", mi disse.
Quando capii i suoi piani, chiesi di andare a casa. Lui accostò e scattò: "Scendi!". Mi prese il panico: "Nuda? Non posso andarmene così?". "Decidi tu: o te ne vai o resti, la notte non è finita, capito?". Non avevo molta scelta.
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