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Parcheggio gay di notte 2 - Il maestro e guru arabo
Pubblicato 23/03/2026
Una settimana dopo, non riesco a smettere di pensare a quella notte... a quel parcheggio... a quel cazzo di pazzo, ai poliziotti... Di notte, quando chiudo gli occhi, rivedo l'intera scena. Vedo quei ragazzi cadere in ginocchio per tutto il parcheggio. Vedo quei due ragazzi di strada affamati che impazziscono su quel cazzo enorme. Ne parlo anche con il mio ragazzo e lui mi dice di andare avanti...

Ma ovviamente ho una gran voglia di tornarci. Il problema è che il parcheggio è chiuso per motivi di sicurezza (allagamenti).

Una settimana dopo, in metropolitana, scorgo un ragazzo... piuttosto alto, magro... che indossa una tuta da ginnastica turchese, con un grosso rigonfiamento nei punti più importanti. È lui?... sì, è lui. Le stesse Adidas logore del parcheggio. Stessa corporatura, stessa tuta, tutto... deve essere lui.

Lo guardo... studio il suo volto. Nordafricano, pelle chiara. Non proprio bello, ma nemmeno brutto... ma c'è qualcosa in lui. Quei piccoli occhi neri... fanno venire i brividi.

Mi avvicino subito a lui (che paura ho? non è mica Nosferatu...).
"Ehi... sei il re del parcheggio?".
"Re di cosa?"
"Il tizio del parcheggio Rosny".

La sua risposta è diretta:
"Sì. Sono io".

"Ti va di incontrarci in privato?".

Mi guarda e fa:
"Devi fare come gli altri ragazzi. Vai lì, mettiti in ginocchio... hai visto come funziona".

Io rido:
"Aspetta... cosa sei, una specie di guru?".
"Sì... in un certo senso".

"Ci fai i soldi?".
"No."

"Allora perché lo fai?".
"Prima di tutto... per farmi succhiare il cazzo".

"E poi?"

Mi fissa dritto negli occhi con quegli inquietanti occhietti neri e dice, calmo e chiaro:
"PERCHÉ IO SONO IL PADRONE".

Poi scende dalla metropolitana.

Dopo di che, mi sono appassionata a questo ragazzo. Torno al parcheggio (riaperto) verso mezzanotte. C'erano sempre più seguaci... vecchi, giovani... persino un vecchio (poveretto) che si inginocchiava come richiesto dal rituale.

Ma il nostro guru dal cazzo enorme sceglieva sempre dei bei ragazzi... a volte tre alla volta. Tre ragazzi su quel cazzo enorme (onestamente, c'era spazio per quattro con quel coso).

Una sera, scendo dalla macchina, mi metto in ginocchio come gli altri (se non ci provi, non ottieni nulla... ho finito di guardare). Poi arriva il dio del sesso.

E all'improvviso... punta dritto verso di me.

Nella mia testa dico: fratello, dopo quello che sta per succedere... puoi morire, va tutto bene.

PERCHÉ QUEL GROSSO CAZZO ARABO È CIÒ CHE GUIDA LA MIA VITA
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