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Mia moglie razzista mi ha beccato mentre mi facevo scopare dall'operaio arabo
Pubblicato 31/03/2026
Mio padre voleva che sposassi la figlia di François Girard, il fittavolo incredibilmente ricco del villaggio: "Sposati con quella famiglia, figliolo, e sarai sistemato per tutta la vita". In effetti, quella famiglia era ricca; la ragazza Girard - la mia fidanzata - era una donna grassottella, rumorosa e pettegola, con tutta l'insolenza e la cattiveria che caratterizzano le ragazze di papà. Oltre alle qualità che ho appena elencato (sic), era una nota razzista; aveva accesso VIP alla sede locale del Fronte Nazionale. Ogni sera a cena, mentre mangiava (e si rimpinzava, per usare un eufemismo) davanti alla TV, inveiva contro "la marmaglia": "Sempre gli stessi a creare problemi: gli arabi e i neri! !" Io non condividevo - permettetemi di rassicurarvi - le stesse opinioni; le rispondevo sempre con gentilezza: "Anche tra loro c'è della brava gente, ci sono idioti e persone perbene dappertutto"; al che lei replicava, con il viso rosso e gli occhi spalancati: "NO! ZITTO! !" Io stavo zitto, ma anche da giovane sposino e con tutti i buoni propositi del mondo, i miei gusti erano sempre stati gli stessi: CAZZO! E più precisamente, per non dispiacere alla mia cara moglie, il cazzo arabo. Molto raramente ne succhiavo uno la sera nei parcheggi noti per questo, ma era dannatamente difficile trovarne uno in questo posto dimenticato da Dio - c'erano solo vecchi disgustosi.

Il seguito di questa storia (vera, devo precisare) è assolutamente esilarante. Mia moglie aveva deciso - rendendomi la vita un inferno - di rifare la terrazza del giardino. La ditta che aveva assunto a caro prezzo (migliaia di euro per un maledetto terrazzo) aveva mandato un operaio a occuparsene: UN ARABO. Curiosamente, la signora mise da parte le sue turpi tirate su quella gente da quando quell'uomo alto e abbronzato si mise al lavoro. Per quanto mi riguarda, guardandolo, ho avuto ovviamente una sensazione di bruciore al culo... Bisogna dire che non avevano mandato uno dei meno desiderabili: muscoloso, con la pelle molto scura (doveva essere un marocchino di casa), con dei bellissimi occhi verdi brillanti, e ovviamente (l'uomo era in pantaloncini, era giugno) un pacco pesante; andava in giro con un enorme rigonfiamento, senza alcuna vergogna, come a dire: beh, sono un uomo, è così e basta... sapete il tipo...

Un giorno verso mezzogiorno - ci saranno stati 30 gradi - lo vedo sudato (il poveretto lavorava molto):
- Desidera un bicchiere d'acqua, Monsieur?
- Oh sì, per favore, se non è un problema (con un forte accento del suo paese).
Gli porto il bicchiere, che beve tutto d'un fiato guardandomi con quegli occhi pieni di desiderio (conosco quegli occhi).
- Ti va di fare una pausa in fondo al giardino all'ombra del cipresso? Gli ho detto.
Con quegli stessi occhi scuri e desiderosi, rispose dolcemente:
- Sì...

Una volta arrivati al cipresso, mi mise una mano sul culo; infilò addirittura due dita nel mio buco (dita spesse e potenti). "Hmm, sei bagnata, troia...".
- Sì, sono sempre bagnata quando ti vedo.
Poi mi ha abbassato i pantaloncini; ha abbassato il suo; vedo un cazzo enorme, dorato, magnifico, ovviamente... inizia a prendermi; è molto grosso... molto duro... Sento tutta la forza e la bellezza della sua corsa dentro di me; sento anche il suo sudore; l'odore del suo duro lavoro; il che mi fa aprire ancora di più; perché un lavoratore così duro merita piacere! ! Mi scopa a fondo; gemo come una puttana! Poi, sento mia moglie in lontananza: DENIS, DOVE SEI? - IN FONDO AL GIARDINO, SOTTO IL CIPRESSO! L'arabo, sentendosi troppo bene dentro di me, non smette di scoparmi; appare davanti a noi e dice: CHE SCHIFO! ! NON PUOI NEMMENO NASCONDERTI MENTRE LO FAI, CHE VERGOGNA! ! - No, e vedi, Melanie, ci sono brave persone tra gli arabi, e soprattutto ottimi scopatori! ! L'arabo mi entrò nel culo con uno sguardo un po' dispiaciuto; mia moglie, in preda a una rabbia nera, tornò di corsa nella sua casa di merda. Ovviamente, dopo quella scena, il mio matrimonio (già in crisi) era finito; sono tornato a vivere con mio padre. - Sei un buono a nulla, mi disse, buono solo per dare da mangiare alle galline! ! Nella mia testa pensavo: SÌ, E PER PRENDERE CAZZI ARABI NEL MIO CULO CON AMORE. MASHALLAH.
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