Gruppo di incontro gay a Parigi: Incontri di strada nel Marais
Pubblicato 22/04/2026
Arabi, twink, corpi snelli con culi rotondi come Divino (Citebeur), eravamo una banda.
Sapevamo esattamente come eravamo fatti e cosa facevamo alla gente. Ci piaceva andare nei club e nelle saune, far girare le teste e far venire duro ai ragazzi.
Come principesse - e orgogliose di esserlo - ci mettevamo in mostra. Come troie esperte, il sesso sporco era il nostro gioco.
Era una gara: chi era la più selvaggia, la più spudorata, si guadagnava il rispetto del gruppo.
Un giovane ragazzo provò a fare il nostro gioco. Tre mesi nella nostra follia: non ce l'ha fatta. Kamel glielo disse chiaramente:
- "Non puoi restare se non fai schifo davanti a tutti. AVANTI".
Ogni lunedì ci incontravamo al Tata Burger nel Marais.
Ci sedevamo lì come un consiglio, passando in rassegna i nostri ultimi incontri.
Houcine, intingendo le sue patatine nel ketchup, improvvisamente gridava:
- "WALLAH L'HO SUCCHIATO! ! !"
Toufik rise:
- "SMETTILA DI MENTIRE, TI SEI SUCCHIATO IL POLLICE! !"
Le persone intorno a noi erano scioccate.
Una volta c'era un operaio che stava sistemando la facciata del locale.
Dalla sua impalcatura ci fissava, confuso, quasi beffardo: "Cosa diavolo sono questi ragazzi".
Houcine si alzò:
- "Vado in bagno, ragazze".
Noi ridemmo:
- "Vai a succhiare o a farti scopare?".
- "Succhiare. La mia specialità".
Continuammo a parlare, completamente senza vergogna.
Poi Toufik sussurrò:
- "Guarda quell'arabo lassù... è duro".
E lo era. Di brutto. Lo si vedeva da lontano. Persino una donna anziana che passava di lì se ne accorse.
Imbarazzato, scese.
Noi lo guardammo, godendoci ogni secondo.
- "È almeno un 24...".
- "Accidenti... me lo mangerei".
Il tizio entrò... probabilmente per andare in bagno.
15 minuti dopo, ricevo un messaggio WhatsApp da Houcine:
- "Ehi, quell'arabo di fuori mi sta scopando in bagno...".
- "LOL smettila di mentire".
- "È enorme".
- "Ti sta scopando in questo momento?".
- "Sì, sto scrivendo un messaggio mentre lo prendo... è pesante. Ma vattene, si vergognerà a tornare al lavoro".
- "Puoi dargli i nostri numeri?".
- "Sì."